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		<title>Di varie cose tra cui Hugo Cabret.</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 15:26:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[C’è un antico cinema a Milano, l’Orfeo, che ha mantenuto antichi riti nonostante una recente trasformazione in multisala. La coda alle casse, il posto libero, i film rigorosamente doppiati in italiano, le stesse maschere da 30 anni, il popcorn e &#8230; <a href="http://alexthecatblog.wordpress.com/2012/02/20/di-varie-cose-tra-cui-hugo-cabret/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alexthecatblog.wordpress.com&amp;blog=30564261&amp;post=45&amp;subd=alexthecatblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C’è un antico cinema a Milano, l’Orfeo, che ha mantenuto antichi riti nonostante una recente trasformazione in multisala. La coda alle casse, il posto libero, i film rigorosamente doppiati in italiano, le stesse maschere da 30 anni, il popcorn e l’intervallo. Quest’ultimo avviene di solito senza uno studio preciso del momento. Che ci sia una dichiarazione d’amore o un inseguimento a perdifiato lui arriva e ti strappa dalla sospensione dell’incredulità con la stessa violenza di una bolletta del riscaldamento. Si accendono le luci, sullo schermo appare una locandina fatta da Mio-Cuggino-Che-Da-Grande-Vuole-Fare-ilGrafico e sotto una bella musichetta che non c’entra un cazzo, ma che piace ai giovani. Anche ieri uguale. Nel mezzo dell’ultimo di Scorsese paf la luce. Che però ha avuto un pregio anzi due. Il primo nel ridestarci da un “primo tempo” che sembrava infinito e che mi stava accompagnando verso la sospensione della coscienza. Il secondo pregio è stato apprezzare il pubblico intorno che è un po’ quel plus che nessun blu-ray/mkv/streaming ti può dare e che costituisce ancora uno dei migliori motivi per alzare il culo dal divano. Nella fila davanti alla mia compagnia c’era un’altra compagnia di due generazioni più giovane.<br />
Cinque o sei dodici-tredicenni da film. Tra cui: lo smilzo con i brufoli, il secchione, il bellino e naturalmente il ciccio simpatico. A parte la ragazza e l’asiatico, in pratica i Goonies.<br />
L’epoca Goonies è quel periodo che viene subito dopo il bambino e prima dell’adolescente. Sei già abbastanza consapevole di te stesso, ma non ancora abbastanza per vedere il lato oscuro del mondo. Vivi tutto come un’avventura in salsa di commedia. E ridi per qualsiasi pirlata. Sai cosa sono le bestemmie, ma sono ancora camuffate da “porca madoska” perché grandi motivi di bestemmiare ancora non ne hai. C’è ancora molta leggerezza prima che la scuola si trasformi in quel tritacarne stile “The Wall” che tende a ricondurre la tua fantasia a salsicce da vendersi al Mercato. Che film i Goonies. Si gustava allora e si gusta ancora con quel mondo segreto agli adulti che dava il senso della clandestinità e dell’avventura. Anche Hugo Cabret vorrebbe rivolgersi in parte allo stesso pubblico, ma i personaggi sono poco leggeri e troppo intellettuali. Un po’ tutta la struttura ricorda un salotto (buono) in stile ottomano e visto che parla di ingranaggi e dell’ingranaggio magico del cinema la battuta facile che viene è che almeno per quello che l’Orfeo chiama primo tempo il film non ingrana. Poi Martin, che tutti noi amiamo come un padre, si ricorda di riesumare il personaggio principale, ossia il cinema e in particolare le sue leggendarie origini. Il film si trasforma in un bel documentario in forma di fiction. Per chi come me è abbonato ad American Cinematographer e ha letto il bell’articolo sul restauro in digitale del “Le Voyage Dans La Lune” di Melies l’operazione nostalgia funziona perfettamente e perfino commuove. Il film che era stato colorato a mano fotogramma per fotogramma è stato il pioniere del cinema fantastico con delle trovate artistiche insuperate. E’ stata una vera e propria operazione di archeologia perché la pellicola, vecchia più di cent’anni, era ridotta letteralmente in frammenti. Qui Martin con grande classe ci mostra altri capisaldi delle origini dell’ultima musa inventata dagli umani e che ancora non ha trovato un successore (forse internet che come il cinema è un’arte contenitore?). Al di là delle belle immagini in 3D non so però quanto gli amabili Goonies davanti a noi e il resto del pubblico abbiano apprezzato un film così tanto per nerd del cinematografo. Un film museale, detto in senso buono. Anche a me, alla fine, più che altro è tornata la voglia di vedere un film di Richard Donner. Uno che ha sempre fatto volare in alto la fantasia pur restando ben fisso con i piedi per terra.</p>
<p>Nel tragitto tra casa e l’Orfeo ho anche girato nei giorni scorsi alcune immagini buone per il seguito di Fargo.</p>
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		<title>L&#8217;insostenibile pesantezza dell&#8217;atomo.</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 21:03:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ci sono dei riti di passaggio che a volte si chiamano traslochi in cui vedi passare tutta la tua vita davanti a te. Un po’ come quando stai per schiattare. Almeno così dicono perché a me non è mai capitato. &#8230; <a href="http://alexthecatblog.wordpress.com/2012/02/12/linsostenibile-pesantezza-dellatomo/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alexthecatblog.wordpress.com&amp;blog=30564261&amp;post=40&amp;subd=alexthecatblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono dei riti di passaggio che a volte si chiamano traslochi in cui vedi passare tutta la tua vita davanti a te. Un po’ come quando stai per schiattare. Almeno così dicono perché a me non è mai capitato. Di stare per schiattare. Mentre di traslocare mi è già capitato, ma quello di oggi è un traslocone, il più grande negli ultimi 20 anni. La vita ti scorre davanti sotto forma di oggetti, giochi che hanno la tua età, libri, quaderni, milioni di dvd, centinaia di cd, diari di quando andavi al liceo e ti piaceva un casino una che ogni anno ti schivava. 5 anni di liceo. 5 diari monotematici. 5 anni di schivate. Chili da spostare, spolverare, buttare, vecchie consolle da mettere su ebay. Miliardi di atomi che hanno riempito entropicamente ogni spazio.<br />
E mentre un biglietto del tram della città di Lisbona ti passa davanti ti viene il Momento Riflessivo in cui ti chiedi il senso dell’accumulare tutto ciò quando tu durerai molto meno del tuo Goldrake in metallo pressofuso del 1978. Degli istinti nazisti di fare una pira di libri in cortile ti prende quando cerchi di sollevare l’ennesimo scatolone pieno di foreste trasformate in carta. Di cose che non rileggerai mai, ammesso che l’abbia mai lette. Benvenuto iPad, Kindle e altri disintegratori di atomi trasformati in bit. Meno romantici dei bei dischi di vinile col faccione di Guccini, ma molto molto più leggeri. I bit hanno questa caratteristica comune all’anima. La leggerezza. Per non dire l’inconsistenza. Dove per anima intendo ciò che ci distingue dal mero corpo, ma anche da una roccia. Pensieri, sentimenti, volontà&#8230; Formiche elettriche che passano su un hardware relativamente piccolo come bit veloci dentro un ipod. Certo l’atomo ha ancora un bel vantaggio per tanti aspetti. Un atomo lo puoi toccare, se sono tanti li puoi abbracciare, se sono buoni li puoi mangiare. Un’idea no. O forse sì se la fai diventare atomica con una ricetta. Gaber abbiamo fatto la rivoluzione. Intanto, inscatolo. E già che ci sono giro un microcorto con questa idea di atomi che diventano bit e idee che diventano atomi.<br />
Sarebbe notevole poter trasferire l’anima come i bit. Se questa davvero non fosse trascendente, ma solo fatta di formiche elettriche la cosa penso si potrebbe fare. Ma probabilmente si trasferisce già a nostra insaputa e finisce respirata come aria dalle piante, dagli altri esseri viventi, dalla terra.<br />
Credo che difficilmente ci potremo sottrarre al fascino degli atomi perché sono dei luoghi abbastanza sicuri per depositare un po’ della nostra anima.</p>
<p>Nel prossimo post tornerò sulla terra con un tema di estrema desuetudine: Han solo ha sparato per primo, caro il mio George del Lucasso. Un testimone che era al bar di Mos Eisley può confermarlo. Sempre che capiate il sabipode.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" title="fargodarsena" src="http://www.alexthecat.it/blog/fargo-darsena.jpg" alt="" width="426" height="259" /></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/alexthecatblog.wordpress.com/40/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/alexthecatblog.wordpress.com/40/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/alexthecatblog.wordpress.com/40/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/alexthecatblog.wordpress.com/40/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/alexthecatblog.wordpress.com/40/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/alexthecatblog.wordpress.com/40/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/alexthecatblog.wordpress.com/40/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/alexthecatblog.wordpress.com/40/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/alexthecatblog.wordpress.com/40/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/alexthecatblog.wordpress.com/40/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/alexthecatblog.wordpress.com/40/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/alexthecatblog.wordpress.com/40/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/alexthecatblog.wordpress.com/40/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/alexthecatblog.wordpress.com/40/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alexthecatblog.wordpress.com&amp;blog=30564261&amp;post=40&amp;subd=alexthecatblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Un uovo sodo al comando.</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 10:44:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Provo ad immaginare. Schettino il più super antieroe del momento. Se ne sta per caso sul ponte ad illustrare il suo regno al solito ragazzino curioso cercando di far colpo sulla madre. E’ un tipo simpatico il capitano. Deve esserlo &#8230; <a href="http://alexthecatblog.wordpress.com/2012/01/30/un-uovo-sodo-al-comando/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alexthecatblog.wordpress.com&amp;blog=30564261&amp;post=38&amp;subd=alexthecatblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Provo ad immaginare. Schettino il più super antieroe del momento. Se ne sta per caso sul ponte ad illustrare il suo regno al solito ragazzino curioso cercando di far colpo sulla madre. E’ un tipo simpatico il capitano. Deve esserlo per contratto. Anche un sinistroso musone come me preferirebbe lui a Scalfari come vicino di ombrellone al mare. Perché con il capitano 2 risate ci scappano sempre. Non perde occasione di gettare agli astanti una battuta, meglio se grezza.<br />
Si sente troppo bravo per verificare, che so, se le scialuppe funzionino, se il personale sia adeguatamente addestrato, se la rotta è sicura. Cose del genere. Quando guarda il mare dal suo ponte vetrato vede solo la sua immagine riflessa in divisa e capello scolpito dal gel. E tutto intorno solo gente che sorride, risponde agli ordini, lo omaggia, lo chiama capitano. Nessuno, nemmeno tra i nemici che ci sono sempre che osi rimproverargli qualcosa, nessuna condivisione delle responsabilità, basta piacergli, non si sa mai. E naturalmente ridere con studiata sincerità alle sue battute. Specie quelle un po’ grezze.</p>
<p>Provo ad immaginare. Se un comandate così fosse al timone non di una nave, ma del paese&#8230; E nessuno, dico nessuno a dirgli di smettere&#8230;</p>
<p style="text-align:center;"><span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='500' height='312' src='http://www.youtube.com/embed/7tyBDyEgRYM?version=3&amp;rel=1&amp;fs=1&amp;showsearch=0&amp;showinfo=1&amp;iv_load_policy=1&amp;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/alexthecatblog.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/alexthecatblog.wordpress.com/38/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/alexthecatblog.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/alexthecatblog.wordpress.com/38/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/alexthecatblog.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/alexthecatblog.wordpress.com/38/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/alexthecatblog.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/alexthecatblog.wordpress.com/38/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/alexthecatblog.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/alexthecatblog.wordpress.com/38/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/alexthecatblog.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/alexthecatblog.wordpress.com/38/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/alexthecatblog.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/alexthecatblog.wordpress.com/38/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alexthecatblog.wordpress.com&amp;blog=30564261&amp;post=38&amp;subd=alexthecatblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Per qualche dollaro in più (di me).</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 15:37:27 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[dollari]]></category>
		<category><![CDATA[lotto]]></category>

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		<description><![CDATA[Un post di una clamorosa incoerenza moralista/veterocomunista. Premetto che questo post “fa di tutta l’erba un fascio” e non distingue una ceppa di niente. C’è questa cosa che mi fa riflettere e non sto parlando di superfici a specchio. Sto &#8230; <a href="http://alexthecatblog.wordpress.com/2012/01/18/per-qualche-dollaro-in-piu-di-me/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alexthecatblog.wordpress.com&amp;blog=30564261&amp;post=34&amp;subd=alexthecatblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un post di una clamorosa incoerenza moralista/veterocomunista.</em></p>
<p>Premetto che questo post “fa di tutta l’erba un fascio” e non distingue una ceppa di niente.<br />
C’è questa cosa che mi fa riflettere e non sto parlando di superfici a specchio. Sto parlando dei testimonial degli spot per il gioco d’azzardo. Dove per gioco d’azzardo parlo dal poker online alla schedina del “10 e lotto”, cioè di tutti quei giochi in cui il banco ha mostruose possibilità di vincere e tu mostruose possibilità di perdere. Dove per testimonial intendo gente famosa quindi ricca quindi per non fare nomi da Miccoli a Bisio. E la domanda che mi pongo è la solita: perché?<br />
Non uno, ma almeno 2 perché, ma solo di uno ho una vaghezza di risposta. Ossia perché lo Stato permette, anzi promuove l’impoverimento del suo popolo senza in alcun modo avvertire della sproporzione che corre tra investimento e ritorno, ma anzi sollecitando il gioco facendolo inevitabilmente passare per “soldi facili”*.<br />
Qui la risposta intuitiva è: raccattare soldi con la cosiddetta “tassa sulla speranza”. Quindi incentivare la rovina personale per una ridistribuzione alla collettività. Se fosse la rovina di Briatore per la nostra felicità potrei anche considerarla una cosa buona, ma non è così.<br />
La cosa accade anche con altre sostanze pericolose ampiamente tassate come alcol e fumo. Incentiviamo la rovina della salute di alcuni per ridare alla collettività. La tua cirrosi epatica paga una parte della scuola di di mio figlio. Ok grazie a te cirroso e grazie a te nicotinomane. Ma almeno per il fumo che palesemente favorisce il cancro oggi ci si astiene dalla promozione. Mentre per il gioco d’azzardo che palesemente favorisce la povertà, probabili cancro da stress, suicidi, dissidi famigliari, gruppi di recupero, etc. si chiama il testimonial.<br />
Termine che secondo wikipedia “viene impiegato di norma per alludere all&#8217;utilizzo di personaggi famosi nella pubblicità”. Qui non c’è alcuna allusione wikipedia. Qui ci sono personaggi famosi di solito famosi perché passano buona parte della loro vita dentro il nostro televisore, non perché hanno scoperto la cura dell’aids. Cioè lavorano in posti dove si guadagna bene o comunque meglio che alla Fiat di Pomigliano. Molto meglio. Diciamo pure che in questo caso famosi equivale a ricchi e famosi. Dove per ricco intendo avere tanti soldi, non ricco interiormente. Ora mi sfugge perché chi è ricco di soldi si presti a tali forme di promozione della povertà se non per incrementare il già cospicuo bottino ai danni dei non Briatori. Questo post oltre che moralista è anche pieno di luoghi comuni e se la prende sempre con gente tipo Briatore. Bah&#8230;<br />
Anyway, non volendo considerare questi testimoniale dei rappresentati del Male in terra, deduco che ci sia una proprietà attrattiva newtoniana del denaro. Chi già lo ha, il denaro dico, vuole incrementarlo mentre chi ne ha poco se ne priva sempre di più&#8230; In particolare se io giocassi al “10 e lotto” se vincessi sottrarrei risorse alla collettività, ma siccome non vinco una parte della mia giocata va a pagare lo spot di Claudio Bisio e soprattutto Bisio che già ne aveva molti più di me&#8230; Di soldi dico.<br />
Da qui la proprietà attrattiva gravitazionale del denaro è confermata.<br />
Ecco un bel disegnino.</p>
<p style="text-align:left;"><img class="aligncenter" src="http://www.alexthecat.it/blog/schema-LGUDD.jpg" alt="" width="400" height="184" /><br />
A sinistra c’è Bisio con le tasche piene e a destra ci sono io con le tasche, come sempre, semivuote.<br />
Dal grafico si vede che i soldi dalle mie tasche semivuote vanno nelle tasche già strapiene di Bisio. Corrono da destra a sinistra. Forse perché io sono ormai diventato di destra e Bisio si proclama ancora di sinistra? Nossignori. La politica non c’entra: è per la LDGUDD**.<br />
In realtà Bisio, che è una brava persona proprio perché ancora di sinistra, non è nemmeno cosciente della cosa. Lui non voleva neanche farlo lo spot. Ci scommetto. Come Ale e Franz che ho conosciuto personalmente proprio per fare uno spot a sfondo sociale.<br />
E’ colpa della **Legge Di Gravità Universale Del Denaro. La moneta gli piove addosso e loro non possono dire di no come non possono impedire all’acqua di scendere durante un temporale.<br />
Dove sta allora l’incoerenza di questo post moralista/veterocomunista? Eccola. Perché se i testimonial già ricchi non possono opporsi alla LDGUDD perché dovrei riuscirci io che non ho nemmeno la forza di dire di no a chi mi offre 100 euro per girare un lungometraggio sul Papa? L’appello finale è quindi allo Stato e a tutti quelli che promuovono i giochi d’azzardo: chiamatemi a girare un vostro spot cazzo! Convincerò la gente a non pagare la rata del mutuo per giocarsela su un terno secco, farò giocare a poker insieme a Totti le pensionate al minimo. Li lasceremo tutti in mutande cazzo!</p>
<p>*Terminator, James Cameron 1984.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/alexthecatblog.wordpress.com/34/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/alexthecatblog.wordpress.com/34/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/alexthecatblog.wordpress.com/34/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/alexthecatblog.wordpress.com/34/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/alexthecatblog.wordpress.com/34/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/alexthecatblog.wordpress.com/34/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/alexthecatblog.wordpress.com/34/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/alexthecatblog.wordpress.com/34/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/alexthecatblog.wordpress.com/34/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/alexthecatblog.wordpress.com/34/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/alexthecatblog.wordpress.com/34/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/alexthecatblog.wordpress.com/34/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/alexthecatblog.wordpress.com/34/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/alexthecatblog.wordpress.com/34/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alexthecatblog.wordpress.com&amp;blog=30564261&amp;post=34&amp;subd=alexthecatblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Ciao mio capitano.</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Dec 2011 15:12:41 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Life, Sex and Death]]></category>
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		<description><![CDATA[L’altro ieri gatto Harlock è stato preso dalla Volpe e portato nel bosco. Era una bella giornata di dicembre e in quel momento uno stormo di storni si librava felice su di noi. E’ stato molto difficile accompagnarlo alle soglie &#8230; <a href="http://alexthecatblog.wordpress.com/2011/12/25/ciao-mio-capitano/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alexthecatblog.wordpress.com&amp;blog=30564261&amp;post=19&amp;subd=alexthecatblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border:0 none;" src="http://www.alexthecat.it/blog/harlock-green.jpg" alt="" width="309" height="159" />L’altro ieri gatto Harlock è stato preso dalla Volpe e portato nel bosco.<br />
Era una bella giornata di dicembre e in quel momento uno stormo di storni si librava felice su di noi. E’ stato molto difficile accompagnarlo alle soglie del bosco e vederlo scomparire. Molto più difficile di quanto pensassi.<br />
Io non so bene come definire il rapporto che si instaura tra un animale e un essere umano. Credo che nessuna categoria che utilizziamo in genere tra umani calzi perfettamente. Non mi piace l’idea di umanizzare le altre specie. E detesto quei servizi che danno su alcuni Tg in cui si insinua l’idea che l’animale sia migliore dell’uomo e altre forme di animalismo idiota (e destrorso) che mi ricordano che Hitler voleva tanto bene ai suoi cani&#8230;<br />
So solo che questi quasi 18 anni di vita insieme ad Harlock sono stati una delle cose belle della vita e che ho imparato tanto da qualcuno così diverso da me.</p>
<p>Il gatto pirata arrivò a casa mia a fine dicembre del 1994. La leggenda vuole che il piccolo mostro grigio, all’epoca di 2 mesi circa, nella gelida Milano dicembrina si fosse infilato nel motore della moto di qualcuno per riscaldarsi. Quando questo qualcuno riaccese la moto stava per mandare arrosto il mio futuro coinquilino e lo portò da un’amica comune.<br />
Ai tempi avevo 23 anni ed ero appena andato a vivere da solo. In precedenza, avevo sempre desiderato avere un gatto tutto mio, ma mia madre si era sempre opposta con alcune motivazioni del tipo danni alla casa e al fatto che il suo trapasso mi avrebbe lasciato male. Harlock e poi Piero, non hanno mai rotto neanche un bicchiere. Quanto al trapasso è effettivamente doloroso, ma con questi ragionamenti la vita non dovrebbe neanche esistere su questo pianeta.<br />
Ad ogni modo, quando mi chiamò Claudia per chiedermi, visto che ero uno dei pochi che viveva da solo, se volevo la bestia non mi sentivo più tanto pronto a prendermi quella responsabilità e posi qualche condizione:<br />
- deve essere grigio e deve essere femmina. - E’ grigio, ma sul sesso non ci giurerei. Mi ero fissato sul grigio e sulla femmina perché da piccolo in casa di mia nonna girava una gatta grigia di cui rimane una foto su cui sono sdraiato e poi più tardi mio padre ebbe una lupa, Alice, che era grigio focata.<br />
Il veterinario dissipò il dubbio sul sesso a mio sfavore, ma a quel punto era troppo tardi per tirarsi indietro. All’inizio pensai di essermi preso una specie di diavolo della Tasmania. Harlock soffiava incazzato e la sua rabbia/paura verso il mondo gli aveva fatto distruggere la cestina di vimini nel tragitto dal veterinario a casa.</p>
<p>Appena arrivato a casa si rifugiò dietro all’armadio. Ogni tanto usciva per mangiare, poi soffiava e tornava dietro all’armadio. Decisi una terapia drastica. Tappai ogni via di fuga con cuscini, poi lo prendevo di forza e lo accarezzavo per ore. Lui alternava fusa a soffi, ma dopo tre giorni il cambio fu radicale e non ebbe più paura di nessuno, non soffiò mai più e divenne il gatto che imparai a conoscere negli anni. Instaurammo da subito un patto, come direbbe Apollinaire, basato sulla libertà come regola.<br />
Aprii un buco sul fronte e uno sul retro della casa affinché potesse uscire sia sul balcone che nel cortile. Certamente c’era il rischio che non tornasse più o che cadesse di sotto, anche perché aveva un grande spirito da esploratore, ma segregarlo in casa non era contrario  al patto. Il problema era che non aveva una grande intelligenza pratica e, forse perché abituato alle stelle, l’orientamento sulla terra qualche volta non funzionava. Così è capitato di doverlo andare a recuperare dopo qualche giorno di sparizione nel portone vicino e un paio di volte lo ritrovai a notte fonda nel cortile di una scuola non vicinissima.</p>
<p>Lo chiamavo e lui rispondeva correndo disperato, ci abbracciavamo e tornavamo a casa pronti per una nuova avventura. Era curioso di tutto e di tutti. Durante la prima nevicata uscì di corsa e camminò sul cornicione sdrucciolevole del balcone osservando i fiocchi che cadevano tutt’intorno. E si giocava. Per ore, per giornate intere. Mi sarei laureato senz’altro prima se non avessi impiegato metà del mio tempo a giocare con la piccola tigre. Alle 18 in punto poi scattava l’ora della pazzia. Harlock cominciava a ruotare la testa in modo diabolico. Allora lo facevo anche io e lui si metteva nella posizione che io chiamavo del “basilisco”, un drago mitologico pieno di zampe. Inarcava la schiena e avanzava con le quattro zampe insieme di lato. A quel punto ci si faceva gli agguati a vicenda. All’aperto o al chiuso ci si inseguiva scambiandoci le parti. A volte prendevo uno straccio da cucina e mi nascondevo dietro lo stipite della porta. A quel punto scattava la pausa sergioleonina carica di tensione. Harlock prendeva la rincorsa poi scattava più velocemente possibile mentre io cercavo di metterlo nel sacco. Quando leggevo il giornale il rumore della carta lo faceva ingazzurrire e si tuffava a pesce sotto le pagine. Dopo 5 minuti il giornale era un insieme di striscioline. La stessa cosa, ma senza danni, accadeva quando si rifaceva il letto. Sotto il lenzuolo correva il topo grigio.<br />
Cucinavamo insieme. Quando ero ai fornelli saliva dal frigo sulla mensola della cucina e da lì si sdraiava sul collo. A quel punto allungava la zampa e mi faceva da assaggiatore. Si innamorava di tutto, assaggiava tutto. Si sarebbe detto che era un tipo con uno spiccato senso dell’ironia, umanizzando un po’ la cosa. Sicuramente mi faceva ridere molto. Tutte queste cose sono molto normali per qualunque felino, ma c’erano poi una serie di comportamenti che ricordavano molto più un cane che un gatto. Per questo lo chiamavo cangatto o gane.</p>
<p>Ad esempio, in primavera sentiva quando arrivavo in bicicletta dalla piazza e metteva la testa fuori dal balcone. Cominciava così a chiamare e appena entravo in casa lui usciva dall’altro buco e correva ululando giù per le scale. Non riuscivo neanche a legare la bici che era già tra le mie gambe. A questo punto partiva di nuovo una corsa sfrenata avanti e indietro lungo il cortile. D’inverno invece era più incline a dormire e allora riuscivo a entrare in cortile senza che si svegliasse. Nessuno mi credeva quando dicevo che bastava un minimo di richiamo per farlo scendere, ma venivano subito smentiti da quella testa che sbucava dal muro e correva lungo la ringhiera e arrivava festoso. Questa routine era una delle scene più belle della giornata.<br />
Probabilmente la sua caninità si sviluppò a contatto con i lupi che avevamo al mare. Si teneva a distanza, ma non ne aveva paura. Se qualche lupo si avvicinava troppo per annusarlo lo redarguiva gentilmente con zampate senza unghie. Questa è un’altra cosa che mi ha sempre stupito degli animali. La consapevolezza di poter far male e la capacità di dosare la propria forza nei confronti degli altri. I gatti sono delle piccole armi micidiali ed è solo perché sono di taglia modesta che li consideriamo, a torto, meno pericolosi di un cane. Un cane (solo) lo si tiene a bada abbastanza facilmente, un gatto molto meno come sanno bene i veterinari. Comunque Harlock il gentile è sempre stato attento a tutti e non ha mai fatto male a nessuno. Ho conosciuto tanti gatti isterici pronti a lasciarti l’impronta sulla faccia quando un momento prima sembravano socievoli. Harlock era il perfetto gatto da lasciare insieme a un bambino.</p>
<p>Quando uscivamo con i lupi per delle passeggiate nel bosco lui si accodava, ma a volte superava tutti di slancio e poi ci aspettava. Non dimenticherò mai la faccia dei lupi quando, lanciando un bastone per loro, vidi Harlock scattare per primo e afferrarlo. I lupi, che erano molto buoni, rimasero al loro posto più straniti che indispettiti.<br />
Un tratto distintivo del pirata peloso era il suo coraggio, ai limiti dell’incoscienza. Con il tempo il suo nome, tratto da un cartone che amavo molto da piccolo che parlava di un pirata spaziale coraggioso e generoso, divenne sempre più azzeccato. Un giorno tornò da una battuta di caccia senza un dente. Poi senza un pezzo di orecchio, poi con un buco di mezzo centimetro su una gamba da parte a parte. Un po’ di vite se le deve essere giocate tra i rovi liguri andando a cacciare gente più grossa di lui. Era un buon cacciatore in effetti, soprattutto di volatili. Un’altra scena mitica avvenne sempre a Milano. Ero appoggiato alla ringhiera del balcone e lui stava sotto nascosto tra le foglie delle piante. Dalla piazza partì un passero diretto verso di noi. Harlock lo vide e con un tempismo perfetto allungò la testa fuori dalla ringhiera giusto in tempo perché lo stolto gli finisse in bocca come in un cartone animato di Silvetro e Titti. Sono riuscito a salvare il volatile prima che, come in altre occasioni, me lo smontasse per tutta la casa lasciandomi il compito di rimontarlo come un puzzle. In una notte d’estate stavo dormendo nella stanza piccola perché sul soppalco faceva troppo caldo. Nel buio più totale sento a un certo punto micione che passeggia sulla mia panza come faceva spesso. Si ferma e mi lascia qualcosa in faccia di peloso. Mi sono messo la mano in faccia e mi sono reso subito conto che la cosa pelosa era anche viva e feci un salto sul letto scaraventando la cosa sul pavimento. Accesa la luce vidi che era un piccolo pipistrello terrorizzato. Harlock era molto fiero della cattura, ma non gli aveva fatto male. Lo raccattai e lo lasciai andare tenendo con l’altra mano la belva in cerca di approvazione.</p>
<p>Capitava spesso di lasciare Harlock ad altri da tenere.<br />
E io li avvertivo:<br />
- guarda noterai che è uno strano gatto, molto buono, ma anche particolare. - Sì sì ognuno dice del suo gatto che è particolare.<br />
Quando tornavo a riprenderlo. - Effettivamente il tuo è un gatto particolare.<br />
Harlock aveva uno strano concetto del territorio, o meglio, lo strano era che non aveva proprio il concetto di territorialità. Cioè come tutti i gatti segnava i posti con della profumatissima pipì. Ho speso parecchio in fiori per farmi perdonare le pisciate sugli zerbini dei vicini, ma quello che faceva specie era il rapporto con i suoi simili. Lasciava entrare in casa chiunque e a nessuno mai faceva la voce grossa. Si avvicinava serafico allo straniero che normalmente lo minacciava. Non faceva una piega che fossero maschi o femmine. Si avvicinava sempre a salutare a rischio degli occhi e in breve tempo tranquillizzava l’alieno.</p>
<p>C’è un episodio che mi ha sempre lasciato di sasso. Un giorno nel nostro cortile di Milano arrivò un gatto molto acciaccato. Aveva una gamba storta. Forse era stato tirato sotto da un’auto o chissà. Si era rifugiato in un posto molto scomodo da raggiungere e non voleva né mangiare né farsi prendere. Harlock scese di corsa a vedere e si diresse dritto verso di lui. Rimase lì tutto il giorno a un palmo di naso. Ogni tanto gli miagolava qualcosa. La sera gli diedi la sua solita sbobba che preparavo con pazienza ogni due giorni. Harlock non mangiò un granché. Tornò subito fuori in cortile dal gatto bianco acciaccato. Quando scese la notte cominciò tutta una serie di versi. A un certo punto lo sentivo avvicinarsi lungo le scale con i versi sempre più forti. Poi entrò in casa. Vidi tutta la scena dal soppalco. Harlock entrò continuando a verseggiare. Poco dopo entrò anche il gatto bianco zoppo. Lo condusse verso la sua ciotola e finalmente il gatto bianco mangiò con Harlock di fronte. Il giorno dopo riuscimmo a prendere il gatto bianco e a portarlo dal veterinario.<br />
Non fu un episodio isolato, era proprio la sua natura. Qualche anno dopo trovai Piero, un gatto un po’ stordito che prese il nome dal fatto che aveva l’aria ciula e la magrezza di Piero Fassino. La magrezza ora gli è passata, l’aria ciula no. Era estremamente agitato e passava da momenti di calma a momenti di selvaggio terrore. Di nuovo ci pensò Harlock. Tre giorni di soffiate, minacce e toni aggressivi da parte di Piero non smossero il pirata generoso.<br />
Al quarto giorno Piero era Harlock dipendente. L’inizio di una bella amicizia come si direbbe in Casablanca. Piero è ora un gatto ripieno di bontà.<br />
Ci sarebbero altri mille episodi, ma me li tengo per me. Adesso ripenso che tipo di influenza abbia avuto un così piccolo quadrupede su di me e mi viene da credere che in qualche modo è riuscito a modificare alcuni miei schemi mentali in meglio. Forse alcune decisioni e la capacità di superare alcune paure non ci sarebbero state senza il suo esempio. Dava l’idea che la vita è soprattutto gioia se la passi con le persone giuste e ha lottato per stare nell’unico mondo che conosceva con tutte le sue forze.<br />
Mi ha spiegato che poi bisogna prendere il coraggio per separarsi e allora l’ho accompagnato alle soglie del bosco. Facendo parte degli stupidi miscredenti, credo che non ci rivedremo mai, ma un amico comune mi ha detto che i pirati non muoiono mai.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" style="border:0 none;" src="http://www.alexthecat.it/blog/harlock-snow.jpg" alt="" width="636" height="301" /></p>
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		<title>La voce del futuro.</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 21:17:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mi pareva bello aprire questo mio blog personale con qualcosa di personale epperò anche collettivo. Il trailer di “Benvenuto Puccettino” che sarà un minifilm a cui sto lavorando e a cui lavorerò nei ritagli di tempo nei prossimi mesi. Lo &#8230; <a href="http://alexthecatblog.wordpress.com/2011/12/19/il-grido-del-futuro/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alexthecatblog.wordpress.com&amp;blog=30564261&amp;post=11&amp;subd=alexthecatblog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi pareva bello aprire questo mio blog personale con qualcosa di personale epperò anche collettivo. Il trailer di “Benvenuto Puccettino” che sarà un minifilm a cui sto lavorando e a cui lavorerò nei ritagli di tempo nei prossimi mesi. Lo scopo è lasciare a Puccettino, alias Leonardo una piccola fotografia del mondo intorno a lui al momento della nascita. Della nostra nascita nessuno di noi ricorda nulla. Chi c’era, cosa accadeva nel paese, come si viveva, quali persone, cose, animali si aggiravano nel nostro microuniverso e che forse non ritroveremo più o non ritroveremo mai come erano quando inevitabilmente saremo grandi. E’ una piccola cosa con tanti personaggi che entrano, salutano ed escono, ma con un solo protagonista&#8230; Nel film finito ciascuno ritroverà il suo nome, per ora, in questo trailer, ho lasciato solo una breve e incompleta galleria di visitatori. Per chi non sa nulla, dirò che il protagonista prenderà voce (e figura) solo negli ultimi fotogrammi. Anch’egli, come ogni nuovo Puccettino, dà voce al futuro.</p>
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